De Giusti, il designer della bicicletta che si ispira al velocipede

De Giusti, il designer della bicicletta che si ispira al velocipede

La sua XXXVI DG è semplicemente caratterizzata da due ruote da 36 pollici. Come un paio di scarpe “comode ma che abbiano stile”, così racconta la sua idea su BikeRadar.

Sarà pur vero che per i più la bicicletta è soltanto un mezzo, un oggetto funzionale. E' qualcosa che consente di andare da un posto ad un altro. Per molti altri, tuttavia, si tratta di uno strumento per allenarsi e di una macchina da corsa, come tale da valutare anche per il suo lato estetico. Per altri ancora, come Paolo De Giusti, product designer - senior art director di Olevano Romano, la bicicletta è tuttavia qualcosa di più: un pezzo d'arteNon sarà certo l’inventore della ruota ma con la sua  XXXVI DG questo designer italiano rompe decisamente con la tradizione e reinventa l’estetica di una bicicletta il cui nome appare come un numero romano mentre, in realtà, si tratta di una bici con ruote da 36 pollici.

Come ci spiega De Giusti dal suo sito web, la XXXVI DG presenta due ruote, due pedali e un sellino. Qui finisce il rispetto della tradizione ma è anche qui che inizia soprattutto l’ispirazione, in quanto il telaio prende forma allontanandosi dalla geometria che ti aspetti per assumere, invece, dei connotati estetici asimmetrici.

 “Amo tutte le biciclette, ho alcune vecchie Bianchi, alcune bici da passeggio, qualche BMX e anche un paio di mountain bike ed è in questa ultima categoria che dò sfogo alla mia passione”, ha spiegato De Giusti a BikeRadar:  “Cercavo informazioni sulla nuova tendenza, le mountain bike con ruote da 29 pollici – più comuni negli Stati Uniti che in Europa – e cercavo di capire quali sono le ragioni tecniche di questa scelta, scoprendo che queste ruote consentono di pedalare più comodi, più stabili e più veloci”.

Da qui l’ispirazione, perché De Giusti si rende conto che poteva essere una buona idea anche una “cruiser” con ruote di diametro ancora superiore. Secondo il suo punto di vista si tratta di una dimensione di ruota che si ispira alla prima bicicletta – il velocipede – in cui la dimensione consentiva maggiore stabilità.

Da qui nasce uno nuovo design di bicicletta che tiene conto anche del fatto che – solo nel mese di ottobre 2013, in Italia, sono state  vendute più bici che automobili. Si trattava in effetti di un trend sorprendente, dovuto in parte alla crisi economica attraversata dall'Italia, ma De Giusti era convinto che ci fosse di più, così vide l'opportunità di creare qualcosa di speciale. Il ragionamento è semplice: “Perché possedere un’automobile al posto di una bicicletta se gli svantaggi di quest’ultima sono minimi rispetto alla semplicità e alla convenienza che offre?” si è detto il designer. “I mercati evoluti non ricercano una bicicletta di scarsa qualità o anonima, la gente sceglie una bici allo stesso modo in cui sceglie un paio di scarpe: devono essere comode ma avere anche stile”.

La XXXVI DG presenta un telaio in titanio con componenti in alluminio. Offre un passo ruota da 1140mm, cerchi in fibra di carbonio e mozzi in alluminio da 200mm.

La sua unicità è data ovviamente dalla forma del telaio, che evoca un dipinto di M.C. Escher, anche se il designer sostiene che “questo non era nelle mie intenzioni”.

“Non mi piacciono gli abbellimenti e i riferimenti diretti a fonti di ispirazione 'esterne'”, tiene a precisare. “L'estetica finale deriva dalla funzione, il designer deve trovare il modo di armonizzare le limitazioni tecniche con il suo tocco personale, e questo è sempre diverso, è un insieme di ispirazione, suggestione, competenze tecniche, sogni e ricordi”.

“Il tubo verticale si trova a lato della ruota posteriore e la ragione principale è di natura tecnica: è problematico mantenere corta la bicicletta con una ruota di queste dimensioni. L'intero telaio è progettato intorno a questa soluzione tecnica; il tubo superiore, i foderi posteriori obliqui e quelli orizzontali sembrano un pezzo unico,” continua De Giusti. “Ciò serve per avere una struttura pulita, ma anche perché il riflesso della luce su questa lunga superficie splendente è bellissimo”.

Dal punto di vista strutturale, se è mantenuto il telaio a diamante, i triangoli tradizionali sono invece chiusi. Con un limite, ammesso dallo stesso De Giusti: “Naturalmente la struttura non è solida quanto un telaio tradizionale standard, che è quasi perfetto,” dice, “Ma è anche vero che la XXXVI è una cruiser, non una bici per fare downhill!”

This article was published by BikeRadar, the world's leading source of bike reviews, gear reviews, riding advice and route information
  • Discipline: Road, Mountain, Urban, Womens
  • Location: UK, USA, Australia
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