La bici, un mezzo “pericoloso”

Società e mercato spingono per un utilizzo sempre maggiore delle biciclette, ma alcuni dati rimangono preoccupanti, perché la bici rimane comunque il mezzo di trasporto più pericoloso.

Società e mercato spingono per un utilizzo sempre maggiore delle biciclette, ma alcuni dati rimangono preoccupanti, perché la bici rimane comunque il mezzo di trasporto più pericoloso.

La bicicletta è un mezzo pericoloso. Lo dice l’Istat, in uno studio fatto qualche mese fa. Ma non allarmiamoci. Il dato è relativo solo (si fa per dire) al fatto che l’indice di mortalità per i ciclisti è pari a 0,86 per incidente. L’analisi, però, richiede un’osservazione più approfondita. Intanto perché lo studio è riferito solamente ai comuni capoluogo e poi perché sono stati presi in considerazione solo gli incidenti rilevati su strade urbane.

In più è curioso notare che invece, nello stesso studio, quando si parla di tasso di mortalità, i numeri cambiano, perché l’auto è a 1,76, le moto a 1,50 e le bici a 0,38.

L’indice di mortalità invece mette in rapporto al numeratore il numero dei morti e al denominatore il numero di incidenti per tipologie di veicolo (qui bici a 0,86, auto a 0,27 e moto a 0,79).

In assoluto gli indicenti che riguardano i ciclisti sono naturalmente molto meno rispetto a quelli che coinvolgono gli automobilisti, ma il problema è che il rischio che gli esiti del sinistro siano più gravi è comparativamente più elevato.

Definire “pericolosa” la bicicletta risulta comunque un eccesso e una forzatura, e forse sarebbe meglio parlare di mezzo “vulnerabile”, perché esposto al pericolo che invece rappresentano i mezzi a motore.

Ci sono poi altri dati: gli incidenti in bicicletta sono quasi 15 volte meno rispetto a quelli d’auto e per ogni ciclista muoiono due pedoni, 4 motociclisti e 7 automobilisti.

Il tema della mortalità sulle due ruote si intreccia sempre con la questione legata alla sicurezza e ai progetti che ciascun paese e ogni singolo comune dovrebbe attuare per migliorare la situazione. I numeri, in questo senso, possono aiutare per capire in che direzione muoversi.

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