La festa dopo 30 anni per il Record di Moser

Il campione trentino festeggia con ospiti illustri il suo primato sull'ora, un record questo 51,151 che ha fatto la storia del ciclismo. Ancora attuale

Trent’anni dopo il Record dell’Ora di Moser  al Maso Warth di Trento c’erano tutti. La Famiglia Moser al completo, i Sorbini della Enervit e i reduci di quella “Sarabanda” in Messico 30 anni fa, giornalisti compresi. C’erano quelli che erano: l’équipe Enervit, compresi i ricercatori, da Conconi a Dal Monte a Ferrario con Enrico Arcelli, ideatore del record, e poi gli amici, di ieri e di oggi. Ma anche tantissimi tifosi di Francesco Moser – da Prodi, ad Adorni, a Ercole Baldini, a Fondriest, a Simoni, al neo ct Cassani  - per una festa che inizia con un saluto telefonico di Alfredo Martini, il grande saggio, e che ripropone una delle più grandi imprese del ciclismo azzurro di tutti i tempi.

L’impresa è quella del 19 gennaio 1984 quando Moser è il primo uomo a superare la barriera dei 50 km orari (50,808 per la precisione e lo fa in un test che doveva finire ai 20 km, invece lui prosegue!). Un campione capace di ripetersi  quattro giorni dopo, il 23 gennaio, quando arrivano apposta dall’Italia i suoi tifosi trentini e nel Velodromo olimpico di Città del Messico raddoppia il primato sull’ora segnando uno storico 51,151 che oggi è l’etichetta del suo vino più importante. Alle Cantine Moser.

Un record che ha fatto ancora più scalpore perché accolto alla vigilia dal generale scetticismo e poi osannato da tutti i media. Fu la prima impresa a due ruote che segnò un passaggio epocale nella preparazione, allenamento, alimentazione e tecnologia applicate al ciclismo. Fu l’impresa di un gruppo trascinato da un grande campione come Francesco Moser, tenace, coraggioso ma anche curioso di sperimentare e cambiare tutto a 33 anni per tagliare un traguardo che rimane ancora oggi simbolo della storia dei record sull’ora.   

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